La maschera di zucchero

Lo devo proprio dire. Questa è una delle torte più belle che ho fatto e ne vado piuttosto fiera. E’ la torta di compleanno per una persona che lavora in teatro e la torta doveva essere evocativa del mondo dello spettacolo. Laura e io abbiamo riflettuto su questa questione e abbiamo partorito questo dolce che – a parte l’aspetto esteriore – ha anche un cuore un po’ particolare.
Visto che si trattava di una festa in cui non erano presenti bambini e visto che si svolgeva in un locale specializzato in aperitivi e cocktail abbiamo deciso di azzardare un po’ di più con i sapori e non trattenerci troppo con l’alcol. E così è nato un pan di Spagna piuttosto denso, adatto per sostenere un certo peso, e una farcitura con cremoso al cioccolato, croccante, e crema al rum. Un profumo…
Per l’esterno… La maschera è il calco di una maschera veneziana, realizzata in pasta di zucchero e poi colorata con polvere edibile brillante color oro e rame. Mi piaceva l’idea di una decorazione ricca, ma sobria allo stesso tempo. All’inizio avevo pensato di coronare la maschera con delle piume, ma da un lato non è facile trovare le piume in questo periodo dell’anno e dall’altro l’effetto finale sarebbe stato un po’ troppo carnevalesco. Allora ho pensato ad una retina modellabile, in modo da dare un effetto velo. Trovata la retina ho fatto qualche prova, ma non era quello che volevo. Finalmente, andando a comprare i colori per la mia bambina, mi è caduto lo sguardo su un rotolo di nastro di juta e fili d’oro… e mi è sembrato perfetto.
Il lavoro non è stato semplicissimo anche perché, per non appesantire troppo la maschera, ho dovuto cercare di mantenere la pasta piuttosto sottile. Sottile = fragile e quindi piuttosto pericolosa da maneggiare, infatti, ho dovuto rifarla perché al primo tentativo la maschera si era pericolosamente crepata. Una volta piazzata sulla torta, già avvolta nel suo zucchero fondente e posata su una base rivestita di carta dorata, il resto è venuto da sé.
Una bella mano di glassa reale a “cementare” il tutto e due giri di perle per dare un tocco un po’ da mardi gras.
A noi è piaciuta. Ci dispiace solo che non ne abbiamo assaggiato nemmeno un pezzetto…

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