Questa versione della torta Hello Kitty è il compimento di una promessa fatta un bel po’ di tempo fa alla mia nipotina. Le promesse, soprattutto se fatte ai bambini, si mantengono anche quando sono una bella sfida. Questa, in particolare, mi ha posto di fronte a qualche bel problemuccio. La torta doveva fare un sacco di strada e arrivare dritta dritta sulla tavola della festa, senza tappe intermedie. Il primo problema, quindi, era la conservazione e il secondo il trasporto. Ho scelto di preparare una classica genoise e di farcirla con crema bianca senza uova, allungata con un po’ di latte a lunga conservazione per ottenere un composto più fluido, adatto per un filling. Per rendere il tutto più appetibile, ho sciolto nella crema un po’ di cioccolato bianco di buona qualità e ho aggiunto delle perle di cioccolato fondente. Per la bagna ho fatto uno sciroppo con acqua, zucchero e qualche cucchiaio di acqua di rose per dare un profumo particolare alla pasta. Ho composto la torta all’ultimo momento, lasciando separata la testa dal corpo. A parte, ho preparato il supporto di polistirolo. La gattina è partita da Roma, divisa in due pezzi, accuratamente inscatolati, ed è arrivata a destinazione dopo sei ore di autostrada, di traffico e di incolonnamenti a Firenze Sud. Ovviamente, ero molto preoccupata per le condizioni della mia opera dopo tante peripezie, ma la pasta di zucchero – questa volta prodotta con la ricetta di Rose Berenbaum e non con quella che utilizzo di solito – ha tenuto perfettamente e si è rivelata anche eccezionalmente facile da lavorare. La particolarità di questa ricetta – e il motivo per cui l’ho scelta in quest’occasione – è che propone un’alternativa al glucosio nel malto di grano. Siccome mi trovavo un po’ “corta” di glucosio, ho mescolato i due fluidi e ho ottenuto una pasta eccezionalmente malleabile e vellutata.
Per essere pronta ad ogni eventualità ho messo in una borsetta una bella palletta di pasta di zucchero lilla e una bianca, una sac-a-poche di glassa bianca per i ritocchi, un po’ di smarties, e una sac-a-poche di crema… perché non si sa mai.
Ho usato solo la glassa per ritoccare un po’ la giuntura tra testa e corpo e per le scritte sul supporto. Per il resto… tutto bene. Beatrice è stata soddisfatta della sua torta, io ho compiuto la mia promessa. Tutti felici e contenti, e la torta è finita. Quindi direi: missione compiuta.