C’era una ricetta che avevo stampato un bel po’ di tempo fa e giaceva abbandonata a se stessa dentro un libro di cucina francese. Era una variante di angel food che avevo intenzione di sperimentare, ma che, tra una cosa e l’altra, era rimasta dimenticata. Invece… ieri è spuntata fuori e visto che avevo già scongelato gli albumi per un felice esperimento di pasta di mandorle (di cui si parlerà in un altro post) non ho potuto fare a meno di provare. E il risultato è eccellente. Di diverso rispetto alla ricetta che avevo già postato in precedenza non c’è moltissimo. Il procedimento è, se possibile, ancora più semplice, gli accorgimenti da prendere più o meno gli stessi. La differenza fondamentale è la cottura. Il dolce va messo a cuocere nel forno freddo e lasciato per un’oretta a 165 gradi. Per il resto, tutto più o meno uguale. Ecco gli ingredienti: 355 grammi di albumi, 350 grammi di zucchero semolato, 180 grammi di farina, 5 grammi di cremor di tartaro, vaniglia o un altro aroma per profumare.
Si montano per bene le chiare, a cui si aggiungono i 5 grammi di cremor, che devono essere proprio belle solide e nel frattempo si setaccia la farina con lo zucchero. Si mescola tutto insieme (aggiungendo anche gli aromi scelti) mescolando dal basso verso l’alto facendo attenzione a non smontare il composto. Si versa nello stampo NON UNTO. Si inforna. A cottura ultimata, si rovescia e si attende che si sia raffreddato per sformarlo.
A occhio e palato mi sembra che questa versione risulti un pochino più soda rispetto a quella precedente, il che potrebbe essere utile se, per esempio, si vuole usare l’impasto per fare dei cupcakes o se si vuole farcire il dolce.