Cuba: capuchinos sin capucho

capuchinos

A Cuba per fare questo dolce esiste una teglia bucherelleta in cui si infilano i lunghi conetti di carta oleata che danno la caratteristica forma a cappuccio. Il dolcetto tende a cuocere di più sopra e alla punta e quindi risulta anche gradevolmente bicolore: un bel marroncino alle estremità e giallo oro in centro. Inutile dire che non è proprio facile trovare qui questo aggeggio. Volendo, si potrebbe anche fare in casa. Ci vuole una teglia rettangolare di alluminio piuttosto grande.  Sul fondo bisogna praticare dei buchi della grandezza di una monetina e poi preparare i cornetti di cartaforno da infilarci dentro e trovare un sistema per far  stare tu8tto in forno in perfetto equilibrio sopra una teglia piena d’acqua. Si può fare. Ma io ho provato a mettere l’impasto in uno stampo per muffin e il risultato è ugualmente soddisfacente. Certo, viene  difficile chiamarli capuchinos.

Come tutti i dolci dell’isola del Caribe, i capuchinos sono mooolto dolci e moolto uovosi. L’impasto è una sorta di pan di spagna, con un rapporto tuorli/farina ancora più elevato. Una volta tiepidi, i capuchinos vengono immersi in uno sciroppo di zucchero aromatizzato in vario modo. Un classico è lo sciroppo con cannella, lime e un goccio di rum. Ne risulta una consistenzaq di spugna imbevuta, che  si scioglie gradevolmente ad ogni boccone.

ps: 13/12/2010, ops, non avevo messo la ricetta. Ma meglio tardi che mai. Eccola qui: un piccolo consiglio preventivo. Prima di cominciare a fare i capuchinos, pensate a che volete fare con l’enorme quantità di albumi che vi resteranno. Potreste usarli per un angel food, oppure uno chiffon cake, o tenerli un paio di giorni a temperatura ambiente e farne una quantità esagerata di meringhe. Oppure metterli in un sacchettino e congelarli. Insomma, non buttateli!

Ingredienti

10 tuorli, 5 cucchiai di zucchero, 3 cucchiai di fecola di patate, un pizzico di vaniglia 0 un cucchiaino di buccia di lime (se piace).
Montare i tuorli con lo zucchero per almeno dieci minuti o comunque fino a quando non saranno triplicati di volume. Aggiungere la fecola da un setaccio e mescolare bene senza smontare. Mettere l’impasto così ottenuto nei tradizionali cornetti di carta oppure nelle forme che avete deciso di utilizzare. Cucinare a 160 gradi. Se si utilizzano i cornetti di carta si dovrà avere l’accortezza di mettere sotto ai cornetti una piastra da forno piena d’acqua per impedire che le punte si brucino. I capuchinos saranno cotti quando assumeranno un bel colore dorato brunito.

Mentre si fanno raffreddare, si prepara uno sciroppo di zucchero mescolando una parte di zucchero e una di acqua e aggiungendo (variando secondo i gusti) buccia di lime, cannella, la bacca della vaniglia che abbiamo utilizzato per l’impasto e, volendo, un bicchierino di rum o di anice. Quando i capuchinos saranno freddi potremo toglierli dal loro incarto e immergerli nello sciroppo fino a quando saranno ben inzuppati (tipo babà).

3 thoughts on “Cuba: capuchinos sin capucho

  1. mi dai la ricetta xfavore,mi incuriosiscono molto e vorrei provare a farli.. Ma quelli in foto li hai fatti tu?

  2. ciao shamira, è vero, nei vecchi post spesso non ho messo la ricetta delle preparazioni. La aggiungo qui sopra, così la possono leggere tutti.

  3. Grazie 1000, mi hai salvato la vita, hehehehe, sai, un anno fa iniziai la mia ricerca sulla cucina creola e cajun, ho fatto un sacco di scoperte interessanti, ho tradotto un sacco di ricette interessanti, (e tradurre più di 100 ricette dal creolo/francese/inglese/spagnolo è un’ammazzata..)poi sono passata alla cucina dei Caraibi,e ti posso dire che hanno un sacco di cose bellissime (hai presenti creme caramel al mango e sfogliatine sempre al mango?) e mi mancava proprio questa ricetta, quindi grazie grazie grazie!!
    P.s: passa sul mio blog se ti va ^^
    Baci!!!

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