Cinnamon Rolls, dolcezze dalla Svezia

La premessa di questo post è che ho comprato il Kindle e questo mi rende particolarmente felice. La conseguenza di questo acquisto è che, tra le altre cose, posso scaricare centinaia e centinaia di ricette e portarmele sempre dietro . Insieme alle lezioni di immunologia e patologia, il primo acquisto vero e proprio per il mio kindle è stato un librettino di ricette che sta già cominciando a darmi qualche soddisfazione.

Si chiama Swedish cakes and cookies ed è una specie di classico della cucina del nord europa, in circolazione ormai da una cinquantina d’anni, con successive aggiunte e revisioni. Contiene una quantità esorbitante di ricette, senza tanti fronzoli e commenti, ma ben spiegate e piuttosto precise.  Ci sono i lievitati, le sfoglie, strani ciambelloni, biscotti, dolci con tanto marzapane, mandorle, cannella, mele, caradmomo, tonnellate di burro e margarina… insomma tutte quelle cose che in un istante mi hanno fatto venire in mente i profumi della SaluHalle di Stoccolma, un inverno gelato di un po’ di anni fa.

Siccome ero molto indecisa di fronte a tanta abbondanza su quale ricetta realizzare per prima, ho pensato di procedere in ordine e mi sono lanciata sui Cinnamon Rolls. L’impasto per questi rotolini è di una semplicità estrema, ma ha un profumo e una consistenza del tutto particolari. E’ una sorta di pasta di base che si può farcire con qualsiasi cosa o si può utilizzare per fare dei semplici panini da imburrare la mattina a colazione. La particolarità è che resta morbidissimo e umido anche dopo la cottura. Una delizia. Ecco la ricetta dell’impasto base.

Swedish Rolls (dose per 45 rotolini, consiglio di dimezzarla per il primo tentativo… non si sa mai).

150g di burro o margarina, 5 dl di latte, 50g di lievito di birra, 5g di sale, 100-150g di zucchero a seconda del grado di dolcezza del ripieno, 2 cucchiai di spezie (cardamomo, oppure cannella in polvere oppure i semi di due bacche di vaniglia), un chilo e 300 grammi circa di farina (io ho utilizzato una miscela di manitoba e farina 0, ma nella ricetta non è specificato).

Lavorazione: fondere il burro in un pentolino, aggiungere il latte portare a una temperatura di circa 37gradi. Sbriciolare il lievito nella bowl della planetaria e scioglierlo con un po’ della miscela di latte e burro. Aggiungere il resto del liquido, il sale, lo zucchero le spezie e circa 3/4 della farina. Impastare fino ad ottenere una massa elastica e morbida. All’inizio l’impasto sembrerà molto liquido, ma un po’ alla volta prenderà corpo. Aggiungere la farina restante poco a poco fino a quando la pasta si staccherà dalle pareti della bowl lasciandole pulite. A quel punto non aggiungere più farina. Mettere la pasta in una ciotola leggermente infarinata, coprire e lasciare lievitare fino al raddoppio.

Sgonfiare la pasta con il pugno e lavorarla ancora un po’ senza tirarla fuori dalla ciotola. Girarla sulla tavola da lavoro ed eventualmente aggiungere un po’ di farina. L’impasto non deve incollarsi alla tavola.

A questo punto – se avete fatto la dose intera – dividete in due l’impasto e formate due rettangoli di circa 0,5mm di spessore. Disponete sulla superficie il ripieno che avete scelto in modo piuttosto omogeneo e arrotolate piuttosto saldamente. Tagliare delle fette di circa 2cm di spessore e disporre in pirottini o direttamente su una teglia foderata di carta forno. Lasciar lievitare fino a raddoppio. Spennellare con un tuorlo d’uovo diluito in acqua, spolverare di zucchero e granella di mandorle, oppure zucchero perlato, spolverare di cacao o cannella… Infornare a 225 gradi (forno ventilato) o 245 a forno statico per circo 10 minuti.

Il meglio del Natale…(dei dolci)

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lemoncupcakesDopo la tormenta degli esami, è arrivato il momento dei dolci natalizi. Anche quest’anno mi sono ritrovata all’ultimo momento a dover decidere e cucinare una montagna di cose. Ho fatto il pane, con una ricetta di challah che non sbaglia mai, ma questa volta a forma di albero di natale. E poi un red velvet, che fa tanto festa con il suo bel colore rosso. E poi due torte “simil foresta nera”. Ma la cosa di cui sono più contenta sono dei cupcakes che ho preparato per la cena della vigilia, seguendo una ricetta di Martha Stewart. Siccome la cena è tra “pochi” intimi ed è tradizionalmente a base di pesce, ho pensato che un dolce al limone sarebbe stato un bel modo per finire il pasto e che il cupcake fosse una sana via di mezzo tra un dolce al piatto e una fetta di torta. Poi ho visto la fotina sul sito di Martha Stewart e me ne sono innamorata.

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Ecco la ricetta, tradotta e convertita dalle misure americane a quelle europee. Vengono 24 cupcakes di media misura.

Cupcakes al limone e meringa

Per l’impasto:380g di farina, 8 g di lievito (io ho usato una bustina di lievito, perché quello americano mi sembra generalmente più forte),5g di sale, 230g di burro morbido, 400g di zucchero (io ho ridotto a 350), 4 uova a temperatura ambiente, la scorza grattugiata di 3 limoni e 30g di succo di limone, vaniglia, 245g di latticello (vedi sotto le istruzioni per farlo in casa).

* il latticello: ingrediente fondamentale per un sacco di preparazioni degli stati uniti, ma praticamente introvabile in Italia. Per fare qualcosa di estremamente simile al latticello, si può mettere il succo di mezzo limone in un litro di latte. Lasciare a temperatura ambiente per una ventina di minuti. Per avere una consistenza più ricca si può “spezzare” il latte inacidito con yogurt intero denso.

procedimento: scaldare il forno170 gradi. Miscelare bene farina, lievito e sale. Con la frusta elettrica montare il burro e aggiungere lo zucchero fino ad ottenere un composto bianco e soffice. Aggiungere le uova, una alla volta, fino a che siano perfettemente incorporate. Aggiungere le zeste di limone e la vaniglia. Incorporare la farina in tre volte, alternandola con il latticello e il succo di limone e montare fino ad ottenere un impasto omogeneo. Non montare troppo a lungo, altrimenti si otterranno dei dolci dalla consistenza troppo pesante.
Riempire gli stampini per 3 quarti e cuocere per circa 30 minuti. I cupcakes si possono congelare e conservare anche per un paio di mesi.

Per farcire questi cupcakes si può preparare il lemon curd seguendo questa ricetta. Per ottenere un cupcakes meno asciutto ho praticato un foro a cono rovesciato fino quasi al fondo (facendo attenzione a non bucare il dolcetto) e l’ho riempito di lemon curd, richiudendo poi la superficie con un tappino di impasto. Con la spatolina ho poi spalmato un altro po’ di lemon curd sulla superficie.

Per decorare: non ho seguito la ricetta del Seven minute frosting, ma ho preparato una classicissima meringa italiana, portando uno sciroppo di zucchero a 121° e cuocendo così l’albume montato. Infine, una passata veloce con il cannello.

Natale: macarons, cupcackes e molto altro

pasticciniL’esperienza del mercatino è stata molto interessante. Avevamo deciso (il plurale è d’obbligo perché per l’occasione ho potuto godere della preziosa collaborazione di Silvia, la specialista in dolci teutonici)  di preparare soprattutto piccola pasticceria, in modo che le persone che si trovavano a girellare per le bancarelle avessero la possibilità di fare una merenda al volo, ma anche di portarsi a casa qualcosa di buono. Volevamo anche evitare di presentare la pasticceria che più frequentemente si trova sui banconi dei negozi. Perciò abbiamo optato per specialità di nazioni diverse. Ecco che cosa abbiamo preparato: madeleines e macarons al limone dalla Francia; Lebkuchen e Vanillekipfel dalla Germania, Ungheresi al burro (Austria). Pensando ai bambini, abbiamo anche preparato dei semplicissimi frollini al cacao. Per offrire qualcosa a chi si fermava solamente a guardare, abbiamo preparato la sbrisolona di Maurizio Santin. Ma non potevano mancare le torte, che in fondo sono un po’ la specialità di Dolci per le feste. E così, al centro del nostro tavolino c’era una Red Velvet dedicata ad Affabulazione e, per gli amanti di sapori più italiani, una crostata di frolla al cacao con un ripieno di frangipane al limone e mandorle e tanti cuoricini di frolla.

Tra una scatola e un vassoio, la tovaglia, l’alzatina, i piatti e i tovaglioli… e una manata di bambini mi sono dimenticata di portare la macchina fotografica! Perciò, niente immagini della red velvet integra che, per la cronaca, era venuta davvero carina e dava un aspetto molto natalizio alla nostra bancarella.

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Così, non mi resta che mettere qualche immagine degli avanzi. In complesso, è stata proprio una bella  esperienza. E – cosa più importante – ci è sembrato che le persone abbiano gradito parecchio.

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Madame la brioche

brioche2Forse sarà l’autunno, forse è una specie di tam tam inconsapevole che si espande attraverso Internet come una sorta di virus, ma è da qualche giorno che i food blog che frequento più spesso pullulano di dolci lievitati.  E io non sono indenne dal contagio. Quando inizio a pensare “adesso faccio un dolce” mi vengono in mente cornetti, panini dolci, maritozzi, babà, babkas.. lieviti, lieviti. Ah sì, e naturalmente brioche! La cosa che mi affascina dei lieviti è che, gira e rigira, gli ingredienti sono sempre gli stessi, ma i risultati cambiano considerevolmente anche solo modificando le pieghe date all’impasto. Insomma, sono preparazioni dagli equilibri delicati, che richiedono pazienza, tempo. Queste brioche nascono dal librone gigante dei dessert di Alain Ducasse. Sono burrose, quasi quanto una pasta sfoglia. Sono morbidissime, profumate, un po’ scontrose da lavorare, se devo proprio dirla. Insomma, sono francesi, francesissime. E sono buone. Molto. Se vi cimentate con questo impasto prendetevi un po’ di tempo per sperimentare anche sulle forme e le pieghe perché potreste ottenere risultati molto diversi. Io ho provato le girelle al cioccolato, il cornetto, e la brioche classica. Ognuna ha il suo perché.

Ecco l’impasto base con le mie modifiche e i motivi delle variazioni:

500 g farina manitoba, 23g lievito fresco, 300g uova intere, 2 tuorli, 400g burro a pomata, 12g sale, 60g zucchero, vaniglia o buccia di limone per aromatizzare.  Se seguite queste dosi otterrete un impasto molto molto molle, che va benissimo per formare le classiche brioche a pallina o un’unica brioche grande, ma è veramente difficile riuscire a darle altre forme. Io ho provato anche a modificare le dosi leggermente.

briocheNon ho voluto aumentare la farina per non dover modificare le dosi di lievito, così ho semplicemente eliminato 50g di uova intere e un tuorlo e abbassato il tasso di burro a 350g per ottenere un impasto sempre molto morbido ma un po’ più malleabile. Per il procedimento mettete in planetaria farina e lievito con le uova intere e fate amalgamare un po’. Aggiungere lo zucchero e il sale e continuare a impastare fino ad ottenere una massa omogenea a questo punto aggiungere il burro a pomata in tre tranches. Impastare per almeno una decina di minuti, fino a quando il composto si presenterà elastico e lucidissimo e si staccherà dalle pareti della bowl. Aggiungere il tuorlo (o i tuorli) e terminare di lavorare. Fate lievitare fino a raddoppio a 28 gradi. A questo punto spostate l’impasto sulla spianatoia e sgonfiatelo. Se volete fare le brioche classiche pesate le porzioni secondo la taglia voluta e mettete nelle forme. Se volete divertirvi un po’, provate delle varianti. Io ho spezzato la pasta e ne ho stesa una parte in un rettangolo piuttosto regolare. Ho piegato a tre, come per la sfoglia e steso di nuovo. Ne ho ricavato dei triangoli e ho formato a cornetto.  Per le girelle ho steso di nuovo a rettangolo, ho spennellato con albume e zucchero leggermente montati e ho sparso le gocce di cioccolato fondente facendo attenzione a lasciare un centimetro sui bordi per chiudere bene il rotolo. Ho sigillato e ho tagliato con una lama liscia ben affilata. Una volta formate le brioche, si lascia lievitare ancora per una mezz’oretta a temperatura ambiente. In forno a 190 gradi ventilato fino a doratura.

Crostata "core de mamma"

crostata_cuore.3A mia figlia piacciono poche torte: l’angel food, alcuni ciambelloni, e le crostate di marmellata. E poi le piacciono tanto gli stampini a cuore che fanno parte di un kit comprato niente meno che… a Ikea! Metti insieme le due cose, complice un vasetto di marmellata di pesche al basilico di mia produzione, ed ecco il risultato. Un dolce che ha una speranza di vita bassissima, visto che era già dimezzato nel tempo che ci ho messo a fare un paio di foto. Sono soddisfazioni.

crostata_cuore2E siccome in frigorifero avevo un bel po’ di albumi avanzati da non mi ricordo nemmeno più quale dolce di questi giorni, è scattata lmeringhette_cardamomo3‘operazione meringhe! Questa volta ho voluto dare un po’ di vita nuova a questa preparazione aggiungendo qualche semino di cardamomo pestato nel mortaio. Un profumo…

Ne sono usciti un bel po’ di cestini che domani vedrò di riempire con qualcosa di buono e una bella scatolina di mini meringhette perfette per accompagnare una tazza di caffè del pomeriggio.

Amiche e cioccolato

tortino_cioccolato3Non un pomeriggio qualsiasi. Sole, ancora temperature estive e il terrazzo affacciato sul mare su cui arriva un venticello fresco e gradevolissimo. La compagnia di un gruppo di amiche e tanti bambini. E poi una bottiglia di strepitoso Recioto, una selezione di tè, e dolci, tanti dolci… C’erano i bigné: alla crema pasticcera, al caffè e allo zabaione. E i maritozzi, di cui parlerò in un post a parte, farciti con la crema chiboust. E, infine, il cioccolato. Cioccolato nel tortino con cuore fondente, accompagnato da creme fraiche e marmellata di more polari (ebbene sì, di Ikea, ma da provare col cioccolato, assicuro), cioccolato dei cioccolatini “polverosi” che ricordano un po’ il cioccolato di Modica, e cacao nelle meringhette che i bambini hanno fatto sparire molto prima che riuscissi a fotografarle…

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Petit-fours: torte in miniatura

petitfoursI petit fours sono per me una specie di sfida con me stessa. Malgrado le dimensioni – ognuno misura circa 3 cm x 2 – ogni dolcetto richiede più o meno lo stesso impegno di una torta in dimensioni normali.  Però lo sforzo è ricompensato dal piacere di vederli tutti disposti uno accanto all’altro su un bel vassoio o su un’alzatina e dal gusto di chi scopre ogni volta una farcitura diversa, un sapore speciale, che dura lo spazio di un paio di morsi. A mio parere sono un’alternativa elegante e anche originale alla torta decorata e vanno bene sia per grandi occasioni, per esempio coordinati a una torta di nozze quando non si vuole esagerare con le dimensioni del dolce principale, quanto per una cena importante  o per un te’ raffinato.

In questo caso ho fatto una base di pan di Spagna al limone e l’ho bagnato con sciroppo alle spezie e con sciroppo all’arancia. All’interno: ganache al cioccolato fondente 75% e marmellata di arance e limoni di sicilia.