Banana bread

bananabread3Quando le banane cominciano a diventare scure e i bambini non vogliono mangiarle più, è tempo di fare il banana bread. Una via di mezzo fra una pagnotta e un plum-cake è perfetto per la prima colazione, così com’è, semplicemente tagliato a fette e inzuppato nel latte, ma anche passato velocemente al tostapane e imburrato, come una fetta di pan carré.

La ricetta base è questa, ma può essere modificato in mille modi, per esempio aggiungendo pezzetti di cioccolato fondente, oppure dell’uvetta imbevuta nel rum e strizzata (adatta per un “pubblico” adulto),  o nocciole tritate grossolanamente…

Banana Bread: circa 500g di polpa di banana matura schiacciata con una forchetta, 250g di farina, 115g di burro ammorbidito, 110g di zucchero di canna, due uova, un pizzico di sale, 5g di bicarbonato di soda e 5g di lievito per dolci.

Imburrare uno stampo per plum-cake e scaldare il forno a 175°. In una bowl setacciare gli ingredienti secchi (farina, sale, lievito e bicarbonato, aromi eventuali). In un’altra bowl mescolare bene burro e zucchero, aggiungere le uova e le banane e mescolare fino a ottenere una pastella uniforme. Mescolare i due composti appena il necessario per incorporare la farina alla pastella liquida. L’impasto non deve risultare troppo uniforme, altrimenti il dolce diventerà gommoso. Versare l’impasto nella forma e cuocere per 60 minuti circa. Controllare la cottura con lo stecchino.

Spagna: Ensaimada primo tentativo

ensaimada1Un po’ di tempo fa, a Palma de Mallorca, un’amica mi aveva fatto conoscere la Ensaimada, il dolce tipico dell’isola. Prima di partire, mi ha accompagnato in un fantastico forno, nel centro della città vecchia, dove si prenotavano le ensaimadas la mattina presto, scegliendo anche la farcitura, e si ritiravano il pomeriggio, confezionate nelle loro bellissime scatole di cartone ottagonali legate con lo spago. Il ricordo di quel dolce, del profumo di quel forno, del piacere provato ad aprire le scatole a casa di amici a Madrid… tutto questo mi è tornato in mente qualche sera fa e mi sono messa alla ricerca di una ricetta che mi permettesse di ritrovare quelle sensazioni. Questa ensaimada è il frutto del primo tentativo. E’ una torta lievitata, a metà tra la brioche e la sfoglia. Può essere mangiata così com’è, magari inzuppata nel latte, oppure tagliata a metà e farcita con crema, panna, o “cabello de angel”. Questa che vedete è piuttosto buona, morbida dentro e croccante fuori, ma è ancora lontana da quello che voglio ottenere, perciò, per ora, niente ricetta. Ci saranno, però, altri tentativi, e quando avrò ritrovato quell’esatto ricordo, allora…

Primo: il pane

img_2833Corone di pane Challah, fatto seguendo la ricetta di Arthur Schwartz. La treccia a sei braccia (o treccia danese) in questo caso è stata chiusa ad anello per farne una decorazione natalizia. Sotto c’è anche la versione “aperta”.  Del pane Challah esistono infinite varianti, tutte da sperimentare. Questa è piuttosto tradizionale, senza altra aggiunta se non i semi di sesamo e quelli di papavero, per decorare la superficie.

Esistono anche versioni più dolci, con gocce di cioccolato, uvetta, canditi…