Il tempo di fare la torta… ed era già più o meno ridotta così. La sbrisolona se ne va via alla velocità della luce, perché ne mangi una tonnellata e neppure te ne accorgi, briciolina adesso briciolina dopo. La ricetta è di quelle davvero facili e il risultato è di grande soddisfazione perché si tratta di un dolce buonissimo, che si conserva bene (ma non dura mai) ed è perfetto tanto con un bicchiere di vino passito per un dopo pranzo, quanto con una tazza di caffè nel pomeriggio, magari accompagnato da una quenelle di gelato alla vaniglia. Essendo un dolce regionale tipico, è facile imbattersi in una marea di ricette, tutte che reclamano l’autenticità e il rispetto della tradizione. Siccome a me della tradizione non è che importi poi molto, finora ho seguito la ricetta di Giulia Steffanina, eccellente chef pasticcere dell’hotel Hassler di Roma, e il risultato è squisito. Sarà autentica? Sarà tradizionale? Di sicuro è buona.
La ricetta: le dosi sono per una teglia bella grande, si può tranquillamente dividere l’impasto a metà e congelarne una parte.
260g burro morbido, 100g farina da polenta, 500g farina, 260g mandorle (con la pelle, io non le avevo e questa volta ho utilizzato mandorle spellate), 260g zucchero, 80g tuorlo, 20g brandy, 4 pizzichi di sale, vaniglia, buccia di limone grattugiata, zucchero da spolverare in superficie.
Si procede come per una pasta frolla, utilizzando la foglia della planetaria oppure impastando a mano gli ingredienti in modo non troppo omogoneo. Una volta ottenuto un impasto grossolano ma consistente, si forma una palla, si avvolge in pellicola e si mette in frigo per qualche ora. Poi, si sbriciola sulla teglia leggermente imburrata, facendo attenzione a non sovrapporre le briciole in più strati. Si spolvera con zucchero semolato e si cuoce per circa 15 minuti a 180°