Google Zeitgeist della dolcezza: le ricette più cercate nel 2011

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Dolci francesi: les macarons Pubblicato il Google Zeitgeist, la classifica delle ”cose” più cercate sulla grande G, ecco quali sono le ricette e i dolci che nel 2011 hanno deliziato i palati digitali. Molte delle ricette e delizie più cercate e – speriamo – mangiate sono proprio qui su dolciperlefeste.com

 

CIBI e RICETTE PIU’ CERCATI:

Rose di marzo, al cioccolato

Finalmente una domenica assolata dopo una quantità di acqua e di grigiore che potrebbe bastare per tre anni. E per aggiungere un po’ di buonumore, a colazione abbiamo iniziato la giornata con questa torta di rose. La ricetta è piuttosto semplice, l’unica variazione che ho introdotto è stata quella di aggiungere una bella manciata di gocce di cioccolato fondente al ripieno. Ma potete provare con uvetta ammollata nel marsala, o nella grappa, oppure con scaglie di mandorle, o nocciole tritate, scorzette di limone e arancia… spazio alla fantasia!

Ecco la ricetta:

Ci servono: 500 gr di farina Manitoba, 8g di lievito di birra in polvere oppure 25 gr di lievito di birra fresco, 100 gr di zucchero, 2 uova, 80g di burro, i semi di una bacca di vaniglia, la scorza di un limone grattugiata, un cucchiaino di sale (5g).

Come si fa: se usiamo la planetaria, mettiamo la farina nella bowl e facciamo un buco al centro in cui metteremo le uova, il lievito sciolto nel latte a 37-40°, la vaniglia e lo zucchero. Nel frattempo facciamo sciogliere il burro senza farlo scaldare troppo e lasciamolo intiepidire. Iniziamo l’impasto con il gancio e quando la farina sarà completamente amalgamata aggiungiamo il burro tiepido e il sale. Impastiamo ancora per una decina di minuti, fino a quando l’impasto incorderà e pulirà perfettamente la bowl. Se facciamo l’impasto a mano, armiamoci di pazienza e impastiamo energicamente tutti gli ingredienti assieme per almeno una ventina di minuti, utilizzando il palmo delle mani per schiacciare la pasta e sbattendola sulla tavola di legno ogni volta che la rigiriamo.  Otterremo una massa molto simile a quella di un pan brioche, liscia e piuttosto lucida. Mettiamola a lievitare in una terrina coperta, a riparo dal freddo, fino al raddoppio. Nel frattempo prepariamo il ripieno utilizzando 100g di burro morbido e la stessa quantità di zucchero. Montiamo burro e zucchero con le fruste fino a ottenere un composto gonfio e spugnoso, che ricorda la panna montata.
Quando l’impasto sarà ben lievitato, rovesciamolo sulla tavola leggermente infarinata, sgonfiamolo con il pugno, e stendiamo con il mattarello fino a circa mezzo centimetro di spessore, formando un rettangolo il più regolare possibile. Con una spatola stendiamo il ripieno in modo regolare, lasciando libero un centimetro circa ad ogni lato del rettangolo. A questo punto, se vogliamo,  spargiamo le gocce di cioccolato, o l’uvetta sgocciolata, o quello che abbiamo deciso di utilizzare come farcitura.
Arrotoliamo l’impasto dal lato lungo, in modo piuttosto stretto, formando un rotolo. Con un filo di nylon o un coltello tagliente ricaviamo una decina di rotoli di altezza regolare. Prepariamo una tortiera di 24cm di diametro rivestendola completamente con un foglio di carta forno. Disponiamo i nostri rotolini con il lato del taglio appoggiato sul fondo della tortiera, mettendo un primo rotolo al centro e formando delle circonferenze con gli altri. I rotoli dovranno essere a contatto ma non schiacciati gli uni sugli altri perché dovranno lievitare ancora parecchio.
Mettiamo la tortiera così preparata in un luogo tiepido per la seconda lievitazione che richiederà circa mezz’ora. Nel frattempo scaldiamo il forno a 200°. Quando le rose avranno riempito bene la tortiera, possiamo infornare. La cottura richiede circa 25 minuti. La superficie dovrà essere di un bel colore bruno dorato. Per ottenere una superficie più lucida, potete spennellarla di latte prima di infornare.
La torta di rosa è più appetitosa se mangiata tiepida, ma nulla vieta di metterla di nuovo nel forno a scaldare la mattina dopo…

San Valentino: idee dolci dalla Rete

Uno dei pochi lati positivi del giorno di san Valentino è la profusione di ricette dolci, in particolare di dolci al cioccolato ;), che invadono librerie, edicole e Internet. I menù per due, i piattini con le presentazioni raffinate, i finger food, il rosso, i cuori… ah… l’amour. Tra tutto questo florilegio di proposte può essere un po’ difficile restringere il campo. Così ho pensato di dare un’occhiata in giro e di raccogliere alcune proposte dai food-blog dai quali attingo con maggior fiducia, di tradurre qualche ricetta speciale e proporvi questa mini raccolta di dessert per un giorno degli innamorati (ma anche un altro giorno, per carità) davvero goloso. Ho scelto ricette prevalentemente anglosassoni e francesi, alcune proprio facili facili, altre dedicate a chi ha già un po’ di dimestichezza con i pasticci culinari, tutte davvero attraenti.

Red Velvet : crema e cioccolato biancodifficoltà: media

1) Il Red Velvet di Rose:

inizio con una ricetta che ho già postato su questo blog e che ho provato e riprovato tante di quelle volte che mi sento di dire che è un successo assicurato. Inoltre, se si parla di san Valentino, un red velvet a forma di cuore (torta o monoporzione) è un classico.

Per completare il dolce con la farcitura “originale” potete provare la Dreamy Creamy White Chocolate Frosting, ovviamente sempre di Rose.

difficoltà: facile

2) I cuori di meringa di JoyofBaking :

Ingredienti per le meringhe: 4 chiare d’uovo a temperatura ambiente, mezzo cucchiaino di cremor di tartaro, 200g di zucchero (meglio usare la qualità superfino), i semini di una bacca di vaniglia.
Per la panna alla fragola: 240ml di panna da montare, semini di vaniglia, 120ml di puré di fragole leggermente zuccherato (si può usare anche una marmellata di fragole o di frutti di bosco di ottima qualità), 1 cucchiaio di zucchero (facoltativo), un cestino di frutti di bosco freschi o un sacchettino di frutta congelata.
Come si fa: riscaldare il forno a 130° (per meringhe più bianche abbassate la temperatura a un max di 100° e allungate i tempi di asciugatura). Con un tagliabiscotti a forma di cuore disegnate su due fogli di carta da forno le formine che vi serviranno come guida per le meringhe. Con la frusta o la planetaria montate le chiare a velocità media fino a quando siano schiumose. Aggiungete il cremor di tartaro e continuate a montare fino ad avere una massa di consistenza soffice. Aggiungete lo zucchero poco alla volta e continuate a montare fino ad ottenere una consistenza soda. La meringa è pronta quando, sollevando le fruste, sulla superficie si formano dei becchi. Riempite una sac-a-poche con un cornetto liscio con la meringa e formate i cuori seguendo le linee che avevate tracciato in precedenza. Se necessario, lisciate la superficie con una spatola di metallo.
Cuocete per 60-70 min (ma anche due ore se usate una temperatura inferiore), con forno ventilato.
Le meringhe sono pronte quando si staccano facilmente dalla carta forno. Una volta pronte, lasciatele asciugare nel forno fino a quando questo si sia raffreddato.
Per la panna montata: mescolate nella bowl della planetaria la panna, la vaniglia e lo zucchero. Coprite e mettete in frigorifero per almento mezz’ora. Quando la bowl sarà ben fredda iniziate a montare. Quando il composto sarà denso ma ancora soffice iniziate ad aggiungere il puré di frutta, poco alla volta, montando ancora e aggiustando di zucchero a vostro gusto.
Potete assemblare i cuori a due a due riempiendoli di panna, oppure appoggiare le meringhe sulla panna in una coppa o un bicchiere di cristallo. Decorate con i fruttini interi e servite.

3) Darkest Chocolat Crepe Cake di Martha Stewart:    difficoltà: media
Ingredienti: 170g di burro freddo tagliato a pezzetti, 225g di cioccolato fondente sminuzzato, 180g di farina, 43g di zucchero, mezzo cucchiaino di sale, 625g di latte a temperatura ambiente, 6 uova grandi a temperatura ambiente, una bacca di vaniglia.
Portare a ebollizione 50g di acqua in un pentolino, aggiungere il burro, un pezzetto alla volta, mescolando dopo ogni aggiunta. Togliere dal fuoco e incorporare il cioccolato, fino a che sarà completamente sciolto. Mettere da parte. Aggiungere il composto al cioccolato. Filtrare attraverso un setaccio in un contenitore ermetico ed eliminare i grumi. Mettere in frigorifero per almeno due ore o per una notte intera.
Imburrare leggermente una padella per le crepe. Scaldare a fiamma media fino a quando inizierà a fumare leggermente. Togliere la pentola dal fuoco e versare due cucchiaiate di composto muovendo la padella in modo da coprire il fondo in modo omogeneo. Rimettere sul fuoco e cuocere per circa 30 secondi per lato. Far scivolare la crepe su un piatto e ripetere con il resto del composto.
Poggiare una crepe su una griglia posta sopra un vassoio. Coprire con circa 3 cucchiai di filling alla nocciola. Coprire con un’altra crepe e continuare a formare gli strati, usando circa 32 crepe. Mettere in frigorigero e far rassodare, per circa 15 minuti.
Versare la glassa lucida sopra il dolce e rivestire anche i lati, ricoprendolo completamente. Rimettere in frigo fino a quando la glassa sarà ben soda, almeno 20 minuti. Il dolce può essere conservato in frigorifero per 3 giorni. Decorare con nocciole tostate e candite.
Filling alla nocciola: 160g di panna, 6 chiare d’uovo, 330g di zuchero, 400g di burro a pomata, vaniglia, 80g crema alla nocciola (oppure nutella), un pizzico di sale.
Nella bowl della planetaria montare la panna per circa 4 minuti fino a una consistenza morbida. Trasferire in una ciotola e mettere in frigorifero per circa un’ora. Montare le chiare e lo zucchero in una bowl a bagnomaria, fino a quando lo zucchero non sarà completamente sciolto e il composto avrà raggiunto una temperatura di 70°. Montare la bowl sulla planetaria e proseguire montando fino ad ottenere una meringa densa ma non troppo asciutta, circa 5 minuti. Montare la foglia e con il mixer a velocità media incorporare il burro a pezzi in varie volte, mescolando bene dopo ogni aggiunta. La meringa si sgonfierà leggermente, ma va bene così. Aggiungere la vaniglia, la crema di nocciole e il pizzico di sale e continuare a mescolare fino a ottenere un composto omogeneo. Incorporare la panna montata con una spatola di silicone e utilizzare immediatamente.

4) I biscotti rosa di Mercotte: per due placche 30×40: 2 uova, 100 g di zucchero vanigliato, 90g di farina, 45g di maizena, 5g di lievito biologico, una punta di colorante rosso, zucchero a velo per decorare.

Mescolare nel robot i tuorli con lo zucchero e montare aumentando la velocità poco a poco per 5-6 minuti. Aggiungere quindi una chiara e montare per ancora due minuti. Incorporare il colorante e a seguire la seconda chiara d’uovo. Setacciare la farina con la maizena e il lievito sopra il composto d’uovo e incorporare delicatamente con la marise fino ad ottenere un impasto liscio e omogeneo. Utilizzando una sac-a-poche con beccuccio liscio da 10mm formare i biscotti su un silpat o su carta forno. Lasciare asciugare all’aria per circa mezz’ora. Intanto, riscaldare il forno a 180°. Spolverare di zucchero a velo prima di infornare. Cuocere per circa 12minuti.

Un vaso fiorito, aspettando primavera

E non è che sono stata un mese senza fare dolci. Ma tra lo studio, le influenze, le corse su e giù per la capitale, il tempo per fare anche le foto e metterle sul blog proprio mi è mancato. Poi è arrivato un compleanno speciale e queste giornate di sole in cui la mattina si esce con il cappotto e all’ora di pranzo si sta in maglietta faccia al sole. Mi è venuta tanta voglia di primavera, di un po’ di calore, e di fiori sul balcone.

E’ nata così questa torta, quasi un augurio che quest’inverno debba durare ancora poco. E anche da una riflessione: ai bambini le torte di compleanno tradizionali, quelle di pan di spagna bagnato e piene di crema, non piacciono. Di solito ne assaggiano un pezzetto e poi scappano via a fare altro, magari con un bicchierino pieno di patatine.

Invece un plum cake, chiuso in un involucro di soda ganache al cioccolato che faceva anche da farcia in uno strato sottile e con la superficie ricoperta di croccanti streusel, quello ai bambini piace davvero tanto. E infatti non ne è avanzata neppure una fettina piccola piccola!

Se poi le decorazioni sono fatte di semplicissima pasta frolla, allora proprio non si butta nulla.

Il plum cake che ha fatto da base per questo vaso di fiori è una ricetta di Rose Levy Berembaum, la Yellow butter cake, che in realtà è una base per torte farcite di ogni tipo, forma e grandezza. E’ un impasto sodo ma soffice allo stesso tempo, non ha alcun bisogno di bagna, perché contiene una percentuale di burro sufficiente a darle morbidezza e umidità, non è stucchevole, ha un bel colore giallo oro che si abbina perfettamente a qualsiasi tipo di farcitura, soprattutto alle creme, e sostiene senza fare una piega qualunque tipo di decorazione.

I canelés de Bordeaux

Quest’anno vorrei un Natale un po’ francese. Almeno dal punto di vista dei dessert. Non so perché, ma mi ispira così. Per il dolce del pranzo di Natale pensavo al super classico bouche de Noel, il tronchetto natalizio, magari un po’ rivisitato. Mi sto guardando attorno. Ma quello che sto cercando di ottenere è un bel vassoio di mignardises in cui sistemare due o tre tipi di madelaines, un paio di versioni di financiers, i macarons, e… i cannelés. Di questi fantomatici dolcetti un po’ croccanti un po’ elasticosi possiedo lo stampo già da un po’ di tempo. Un primissimo tentativo non mi aveva convinto per niente. Ma poi ho trovato un’altra ricetta in un vecchio post di Sigrid e ho deciso di riprovare. Non solo, credo che proverò ancora, perché questa volta i Canneles, pur ancora lontani dall’essere perfetti, sono venuti buonissimi.

Prima della ricetta, un po’ di storia, che è interessante perché i Canelés sembrano essere una sorta di giallo gastronomico ancora tutto da svelare:

La leggenda narra che vennero inventati durante l’approdo delle navi con la farina al porto di Bordeaux. Più realisticamente sarebbero stati creati nel 18 secolo dalle suore del convento dell’Annonciades, a Bordeaux, oggi chiamato convento della Misericordia, con il nome di canelas. Si trattava, però, di piccoli dolci fatti con un sottile impasto avvolto su un bastoncino e fritto. Durante un recente restauro di questo convento si sono fatte alcune ricerche archeologiche. Tra i diversi oggetti trovati non ve n’era nessuno che assomigliasse allo stampo dei Canelés.  A Limoges esisteva un piatto chiamato Canole, fatto di pane a base di farina e tuorli.  E’ possibile che fosse lo  stesso prodotto venduto a Bordeaux nel 18 secolo con il nome di Canaule, fatto da artigiani specializzati a cui fu dato il nome di Canauliers. Si trattava di una corporazione a cui era permesso produrre esclusivamente il pane benedetto, i canaules e i retortillons. A loro era proibito utilizzare latte e zcchero. Gli impasti contenenti latte e zucchero erano riservati alla corporazione dei pasticceri.  Tra le due corporazioni si scatenò una vera e propria guerra fino a quando i Canauliers ottennero la loro vittoria e si appropriarono di latte e zucchero nel 1755. Il successo dei Canaliers a Bordeaux era strepitoso. Il loro numero era legalmente stabilito fino al successo della rivoluzione, che abolì tutte le corporazioni. Tutta questa storia per dire che i Canaules erano i predecessori del moderno Caneles? Può essere. Ma non vi è traccia di ricette o di stampi che supportino questa teoria. Il fatto è che i Canauliers spariscono misteriosamente da Bordeaux per tutto il 19° secolo. E’ solo a metà del 1900 che la parola Canelé riappare, riportata in auge da uno sconosciuto pasticcere. A questo ignoto chef va attribuita anche l’idea di aggiungere rum e vaniglia alla ricetta. Per quanto riguarda la forma, è probabile che abbia a che vedere con la parola francese cannelure, riferita alle caratteristiche striature. Anche il nome definivo rimane un mistero. Nel 1985 il Canelé diviene un marchio collettivo depositato.

E adesso, la ricetta, una delle ricette:

Gli ingredienti: zucchero 250g, farina 125g, latte 50cl, burro 25g, 2 uova e 2 tuorli, due cucchiai di rum, una bacca di vaniglia.

Come si fa: si fanno bollire insieme il latte, il burro e la bacca di vaniglia. Intanto in una ciotola si mescolano farina e zucchero e si aggiungono le uova e i tuorli. Io ho messo tutto in planetaria, ottenendo un impasto piuttosto sodo e morbido. Aggiungere il latte e mescolare fino ad ottenere un impasto simile a una pastella, molto liscio. Quando la pastella è fredda, aggiungere i cucchiai di rum e i semini della vaniglia. Coprire e mettere in frigorifero fino al giorno seguente.  Scaldiamo il forno a 250 gradi e riempiamo gli stampini per 3/4. Infornare per 8-10 minuti e abbassare la temperatura. Allora: io ho provato a seguire le indicazioni di Sigrid, ho abbassato a 200 gradi e ho cotto per altri 25 minuti. La prossima volta, però, vorrei provare a seguire le indicazioni di altre ricette francesi che suggeriscono una temperatura di 180 gradi per tempi molto più lunghi (45-60 minuti) in modo da ottenere una crosticina più spessa e più caramellata. Altro suggerimento che ho scoperto solo dopo aver fatto i miei… prima di sformarli è meglio lasciarli raffreddare del tutto. Se li tirate fuori ancora caldi tenderanno a deformarsi, perché il loro interno è morbido ed elastico.

voilà, a la prochaine recette!

Le donnine di pan di zenzero

Mi sono accorta che è quasi Natale. E ancora di biscottini non c’era neppure l’ombra. Ho comprato delle nuove formine per fare gli omini, e questa volta ci sono anche delle belle femminucce, con la gonnellina. Mancava una ricetta da provare. Ho scelto quella di Donna Hay più che altro perché mi piacevano le foto del libro, ma, se devo essere sincera, credo si possa fare molto di meglio.

Il risultato di questa ricetta sono biscottini che rimangono un po’ morbidini, il che non guasta, ma in cui il sapore dello zucchero è troppo dominante rispetto a quello dello zenzero.

Cercherò ancora.

Intanto ho fatto qualche esperimento decorativo e ho scoperto che decorare le femminucce è molto più divertente che fare i soliti omini.

Di castelli e di damine…

E’ stato un periodo piuttosto pienotto. Tanti libri, tante ore in metropolitana, tante torte sul mio tavolo e montagne di creme, cremine, meringhe e glasse impacchettate nel congelatore.  ADesso un bel respiro profondo, qualche giorno di pausa e qualche foto da condividere online. Il primo dolce è un bel castello dedicato al compleanno di Melissa. La sua mamma voleva il castello anche se gli invitati alla festa non erano molti e  una torta a due piani sarebbe stata un vero eccesso. Così il piano inferiore del castello è una torta finta, decorata e rivestita proprio come se fosse un dolce vero. Il piano superiore, invece, è un pan di spagna farcito con una crema alla nocciola da leccarsi i baffi.

Poi c’è la damina Barbie per Giorgia, che, invece, di invitati ne doveva sfamare parecchi. La gonna della damigella è fatta con tre torte sovrapposte al cacao, farcite di ganache al cioccolato fondente e crema alla vaniglia. Insieme alla bambola, c’era anche un’altro dolce, sempre al cacao, farcito con uno strato di crema pasticcera e uno di crema al cioccolato e decorato con meringa italiana fiammeggiata.

E adesso… ah già è quasi Natale.